
San Policarpo
Smirne, l’attuale Izmir in Turchia, vide nascere, tra il I e il II secolo, una fiorente e zelante comunità cristiana guidata da San Policarpo, martirizzato sotto il proconsole Stazio Quadrato e il principato di Marco Aurelio.
Padre Apostolico
Il martire dell’Asia Minore fu uno degli ultimi Padri Apostolici, conobbe infatti San Giovanni Evangelista e ne intese la predicazione infiammata. Per difendere l’ortodossia della fede, minacciata in quegli anni dalle eresie gnostica, marcionista e docetista, spese tutte le sue forze e intessé legami fraterni con altri vescovi e Padri della Chiesa dello stesso periodo: S. Ignazio di Antiochia, dal quale ricevette una lettera di esortazione e colma di insegnamenti pastorali, e S. Ireneo, il grande apostolo delle Gallie.
Conobbe inoltre il Papa S. Aniceto con il quale discusse riguardo alla data della Pasqua. La tradizione romana voleva infatti che essa si celebrasse sempre di domenica, la tradizione orientale, che si faceva risalire a S. Giovanni, prediligeva invece celebrarla sempre il 14 di Nisan, mese del calendario ebraico, a prescindere dal giorno della settimana. I due non trovarono un accordo pratico ma si lasciarono in pace e edificati vicendevolmente. A partire dal Concilio di Nicea (325), prevalse giustamente la tradizione romana-pietrina.
Il martirio di San Policarpo
Policarpo trovò il martirio arso vivo sul rogo in un anfiteatro, davanti ad una folla pagana, dopo aver rifiutato energicamente di rinnegare Nostro Signore. Aveva circa 86 anni.
Sappiamo, grazie alla testimonianza di S. Ireneo che intese il vescovo asiatico predicare, che scrisse varie lettere alle comunità cristiane e anche a singole persone. A noi ne è giunta solamente una: la lettera ai Filippesi. Un altro documento, non autografo, di straordinaria importanza storica, teologica e spirituale è stato conservato nel tempo: la recita del martirio di S. Policarpo. La forma stilistica usata per raccontare il martirio è quella di una lettera che la Chiesa di Smirne invia alla Chiesa di Filomelio in Frigia per narrare le gesta del loro santo pastore davanti alla morte.
In odium fidei
Compilata poco dopo la sua morte, e considerata attendibile e veritiera dagli studiosi, essa pone in evidenza i parallelismi esistenti tra l’offerta suprema a Dio di questo anziano vescovo con la Passione di Nostro Signore. L’importanza della lettera risiede nel fatto che costituisce la prima narrazione del martirio di un cristiano al di fuori del Nuovo Testamento e ci informa di come molti altri cristiani fossero stati uccisi prima di San Policarpo, in odium fidei, per mostrare che egli fu l’ultimo e più illustre testimone di quella persecuzione.
La lettera attesta inoltre il culto reso ai martiri e la venerazione delle reliquie, considerate più preziose delle gemme, come usi assodati e ben radicati nelle primissime comunità cristiane, infatti, i cristiani di Smirne raccolsero con devozione il corpo del vescovo, protetto miracolosamente dalle fiamme e finito a colpi di spada, per celebrare ogni anno l’anniversario del suo martirio. La presenza di un primitivo calendario liturgico è così ugualmente testimoniata.
Coraggio soprannaturale
La ferma opposizione al paganesimo e il coraggio soprannaturale di rifiutare d’aver salva la vita, a condizione di rinnegare la propria fede, porta San Policarpo a pronunciare queste ammirabili parole: “Per ottantasei anni l’ho servito e non mi ha fatto alcun male. Come potrei bestemmiare il mio Re che mi ha salvato?”.
I Padri Apostolici e le loro opere dimostrano, senza ombra di dubbio, la fondatezza di tutte le pratiche e degli insegnamenti che la Chiesa ha trasmesso lungo i secoli. Una catena ininterrotta lega Nostro Signore, gli Apostoli, i Padri Apostolici e tutte le anime cristiane, strappate al Demonio, che verranno al mondo fino alla fine dei tempi e che accetteranno la Buona Novella, difesa e spiegata dai Pastori della Chiesa. Leggere i loro scritti e conoscere lo zelo con il quale hanno condotto la vita possa spingerci a offrire tutto di noi stessi a Dio per la Sua maggior gloria e la salvezza delle anime, in questi tempi di dure lotte.

Bel testo, chiaro e non troppo lungo. Grazie!

Che dire, lessico splendido, scorrevole e pieno di spiritualità! Grazie. Luigi

Esemplare descrizione introduttiva di un fenomeno e tesoro dottrinale immenso. Grazie Filippo per la tua opera e vivissimi complimenti data…

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