Antichi Documenti del Magistero: l’arsenale dimenticato

Antichi documenti del magistero

Rubrica di Elia Bernardi

Introduzione alla Rubrica sui documenti del Magistero Perenne

Viene da chiedersi quale utilità possa mai avere oggi, nell’Anno del Signore duemila e ventisei, riprendere gli antichi documenti del Magistero, alcuni vecchi più di un secolo.

E cosa potrebbero mai dire a noi, con i problemi allucinanti che ci tormentano, problemi che il più folle degli ospiti di un manicomio del secolo scorso non avrebbe mai potuto immaginare nemmeno nel più inquietante degli incubi, Papi vissuti al tempo dei nostri bis o tris nonni?

Non sarebbe forse meglio cercar risposte direttamente nella Bibbia? (come fanno i protestanti)

Oppure ci si potrebbe rivolgere a qualche veggente – o sedicente tale – ancora in piena attività, magari uno di quelli che ci garantisce l’estasi mistica a un dato orario e in un determinato luogo – sempre che imprevisti inderogabili del sopraccitato sedicente non costringano la “signora” o chi per essa a ritardare l’apparizione, ma tanto si sa che il Cielo è alle nostre dipendenze … – rincuorandoci tutti con belle parole e costruttivi insegnamenti – del tipo, ‘è primavera’, ‘pregate’, ‘grazie di essere venuti’, ‘grazie per la torta’, ‘eccovi i risultati delle prossime partite’ etc.* (come fanno i carismatici, a volte anche in buona fede)?

O, più ragionevolmente, potremmo rivolgerci a qualche sacerdote di nostra fiducia, correndo però il rischio di incappare tanto in un santo quanto in un prelato, a tempo perso posseduto da Padre Pio o dalla Madonna, che di tanto in tanto si diletta nella proclamazione di dogmi … (come fanno i disorientati in buona fede)

Ebbene, da bravi cattolici, o da aspiranti tali, potremmo riprendere la salutare abitudine di consultare con venerazione i documenti del Magistero, non certo quelli sfornati a getto continuo da sessant’anni a questa parte, che di cattolico hanno ben poco – e anche quanto a senso logico lasciano alquanto a desiderare – bensì quelli risalenti a un’epoca più lontana, quella di Sommi Pontefici degni di questo nome, non tanto per gli abiti che utilizzavano, ma per la fede che difendevano e propagavano.

A questo punto risulta doveroso affrontare la questione dell’attualità dei contenuti di tali documenti: non ci troviamo oggi di fronte a problemi nuovi, di cui gli antichi Papi non potevano sapere nulla e circa i quali niente hanno scritto?

La risposta, potrà sorprendere, ma è un secco “No”: non ci troviamo di fronte a problemi di cui non si possa già ravvisare la soluzione nei tesori che andremo a scoprire, e questo per due ragioni fondamentali.

In primo luogo, perché il male non ha che un’origine comune, un medesimo sobillatore, un’identica mente malvagia e perversa, quella che ha ispirato ogni possibile crimine contro Dio, dai tempi di nostra madre Eva ad oggi. Egli non persegue che un solo e identico scopo, e per raggiungere l’obiettivo non fa che limitarsi a correggere il tiro, ad affinare le strategie, ma è sempre lui.

In secondo luogo, perché il Magistero, a cui Nostro signore Gesù Cristo ha affidato il compito di custodire e trasmettere la Rivelazione, gode di uno speciale aiuto dello Spirito Santo, il quale è sempre lo stesso e ispira i diversi Pontefici nel corso dei secoli secondo un progetto divino che non cambia mai e che tiene conto dei perfidi progetti del maligno. Ecco dunque che quando i Papi intendono difendere e diffondere la nostra santa fede cattolica, o intervengono circa la morale sempre secondo i dettami della Rivelazione, sono assistiti dallo Spirito Santo, e ciò che proviene da Dio non ha valore solo per una specifica epoca, ma rimane valido sempre.

Ci accorgeremo, infatti, che gli insegnamenti e le condanne contenuti nei documenti del magistero che prenderemo in esame godono di una impressionante attualità e utilità.

Torniamo dunque a riprendere un’ossequiosa familiarità con quegli straordinari capolavori di saggezza che la Nostra Santa Madre Chiesa ci offre, quale rimedio a tanti mali che affliggono noi e il nostro travagliato tempo.


* Non ci riferiamo, ovviamente, ad apparizioni riconosciute come autentiche dal Magistero, quali Fatima, Lourdes, etc., in cui si sono verificati dei “ritardi” non per volontà dei veggenti, ma per ragioni assai più importanti, quali l’arresto degli stessi, ma ad altre più recenti e immediatamente condannate da chi di dovere.


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